Il primo giorno di vacanza da sole, io e Lula. Stamattina ce la siamo presa comoda, una bella spesa prima di andare al mare, uno spuntino veloce all'ora di pranzo e poi, finalmente, ci siamo incamminate con la scorta di acqua, frutta, pizza, ombrellone e sdraietta, maschera, asciugamani, libri, block notes e penna (per scrivere ciò che sto scrivendo) verso la spiaggetta dove Ale e Lo ci stavano aspettando. Una capretta ha belato forte al nostro passaggio. Lula trascinava faticosamente il suo carico, accaldata sotto il sole delle due. La spiaggia era quasi deserta, Ale e Lo facevano la siesta all’ombra di una delle due tettoie di paglia con tavolo e panca di legno. Io sono andata a piantare l’ombrellone arancione tra le rocce, costruendo una piramide di massi visto che lo strato di sabbia è troppo sottile per scavare a fondo. Oltre il mare, dall’Argentario annebbiato dalla foschia, abbiamo visto levarsi una colonna di fumo via via più diffusa, che denunciava un incendio. Ci siamo tutti agitati un po’, una telefonata di segnalazione ci ha rassicurati sulla presenza degli elicotteri. Con la proprietaria di una delle case sulla spiaggia ci siamo ricordate i paurosi incendi degli anni settanta, quando anche di notte, dalla sommità della collina vedevamo i bagliori che devastavano il promontorio. Dopo un’oretta il fumo era sparito.
Un gruppo di ragazzini pesca con i retini, Lula dopo un lunghissimo bagno non si stacca più dal suo libro, Gli eroi del crepuscolo, della giovanissima Chiara Strazzulla –“poi dovrai leggerlo anche tu, mamma, è bellissimo”.
Tanto abbiamo deciso di restare fino a tardi, nessuno ci corre dietro e neppure abbiamo qualcuno o qualcosa da inseguire.
(dalla spiaggia di Bengodi, alle 18 del 4 agosto)
