Sono in camera di Lula a guardarla mentre fa opera di bonifica nel suo cassetto del comodino. Anche lei comincia ad avere i cassetti delle memorie, pezzetti di tempo passato, vita vissuta, cose da buttare, altre da conservare, bigliettini, letterine della befana di babbo natale del topolino (per fortuna non nota che hanno tutte più o meno la stessa - mia - calligrafia). Quella della befana effettivamente l'ha insospettita (anche perché la vecchietta ancora resiste...): "mmmh, questa befana mi sembra che abbia una scrittura simile alla tua..." "macchè, non è vero per niente, io non scrivo così!" protesto io, convinta. Che poi è vero, ma lei ha solo trovato la scusa per demolire l'ultimo residuo di credenza infantile. "Questo non l'avevo mai letto!" esclama sfogliando un piccolo taccuino di viaggio. E' il diario che io e Sten le avevamo scritto in Tanzania, durante il viaggio di nozze. Non se lo ricorda più. Ora lo ha messo da parte per leggerselo, io sono uscita dalla stanza, col mio pc al seguito, e me ne sono andata in camera mia, visto che lo studio è occupato da Sten. Mi sono ricordata di questa meraviglia (segnalata da A day in the life) e ho fatto partire With or without you degli U2. Oggi ha cucinato il maritino, ma i funghi stavano per bruciare mentre io stavo al telefono con Marco per dirgli che finalmente, dopo più di due mesi, ho trovato il suo libro, Zuppa inglese, nella cassetta delle poste. Mi era piaciuto molto (visto che non arrivava mi ha mandato il file), ma averlo nella sua originale e minuscola veste editoriale, autografato dall'autore, è sempre un piacere.
Vabbuò, è ora di mangiare.
