Due giorni a casa con raffreddori più o meno acuti. Quello di Lula più del mio, stroncato sul nascere da Belladonna, Aloe e pensieri fecondi, progetti che hanno già un titolo, e uno schema dalla A e una Zeta.
Ho letto un altro libro Untitl.ed: Sicilia di Maria Carrazoni, spagnola che scrive in italiano il suo blog e questo libro, che davvero non si può raccontare. Poesia, una lingua che ha l’energia del magma vulcanico e le luci dell’isola mediterranea, i luoghi attraversati in un viaggiare inquieto, nomi e personaggi che si confondono e un poco ingannano. E le parole spremute di un succo rosso, che gronda senza sporcare.
Tengo le tue mani nel cappotto innevato. Tengo tutte le parole, l’aria blanda, il lungomare. Parole come dita che hanno slegato un serpente che dormiva nascondendosi al sole. Adesso si alza furiosa dal ventre al cervello, una striscia di cuoio che fischia nel vento. (A pagina 53)
