Visto che solo in pochi osano informare sulla nota vicenda che tutta la stampa estera invece tratta con attenzione preoccupata segnalo l'ultimo, riepilogativo, articolo di Repubblica con le nuove dieci domande a Berlusconi.
Statemi bene.
Brutti sogni, stanchezza, tempo matto, mi chiedo se alla fine la scossa sarà davvero letale o B. riuscirà a sfangarla anche stavolta, grazie all'azzeramento dell'informazione sulle vicende. No, Minzolini, non è gossip, stiamo parlando del Presidente del Consiglio e del suo sistema di potere, stiamo parlando di come viene reclutata la "classe dirigente" femminile in questo paese, di ricatti, di immagine e sostanza pubblica che deve riguardare tutti. Almeno, dovete metterei in condizione anche chi non legge i giornali e non guarda solo il Tg3 di decidere autonomamente se essere fieri o vergognarsi dell'"utilizzatore finale".
Zeta continua a scrivere, e io leggo e rileggo e riaggiusto e aspetto responsi, indicazioni, segnali.
Di tanti episodi degli ultimi giorni un tempo avrei tirato fuori una manciata di post, adesso è così, mi fa fatica, mi sembra tutto piccolo e insignificante rispetto ai bloggers iraniani, per esempio.
Ieri su Repubblica c'era un'intervista a Linda Giuva, moglie di D'Alema, che racconta la sua battaglia con il cancro al seno, avuto nel 1998, e poi dieci anni dopo, e ancora a gennaio scorso. Ovviamente non si dilunga nei dettagli delle due recidive (nuovi tumori? metastasi? Ha dovuto rifare la chemio? Subire altre operazioni?) però, comunque sia andata, il titolo mi ha fatto incazzare e non posso non credere che non abbia almeno infastidito pure lei: "La guerra vinta di Linda Giuva". Insomma, ora starà benissimo, ma dopo tre episodi di cancro, l'ultimo risalente a pochi mesi fa, come si fa a considerare vinta la guerra? Le nostre sono battaglie, ogni vittoria è importante, ma la guerra, purtroppo, non è finita. Almeno finché non si scoprirà la cura definitiva, l'arma letale per il bastardo. (Lo so che c'è chi non condivide la metafora militare, ma tant'è, magari pubblico un'antemprima su quello che ha scritto Zeta a questo proposito.)
Sapevo che la prof. di storia e geografia di Lula aveva scritto un romanzo, ma oggi, mentre aspettavamo in fila che ci consegnasse la scheda di valutazione (tanto per fare la sbruffona la mia ragazza ha avuto 10 in italiano, qualche 9, svariati 8, tre 7) ho scoperto che è stato pubblicato da Fazi e che non dovrebbe essere affatto male. Poi mi è venuto in mente che Fazi è uno degli editori a cui avevo mandato la versione primitiva del mio scritto e che dopo un anno non mi ha ancora risposto (e mai mi risponderà, credo), ma meglio così, in fondo.
Ho fatto un bel lavoretto sul primo pezzo scritto dal dottor Zeta, e adesso aspetto trepidante l'arrivo degli altri.
Zeta ha cominciato a scrivere, e da quel po' che mi ha letto - visto che scrive rigorosamente a mano, con una grafia che pure lui non decifra tanto bene - ho capito che l'integrazione della sua scrittura alla mia funziona benissimo.
- Lo sai, - mi ha detto mentre scorrevamo il manoscritto per capire in quali punti dovesse inserire le sue riflessioni - al congresso dell'Asco si è parlato molto di terapie complementari, e pare che il Ginger, lo Zenzero insomma, funzioni benissimo per evitare la nausea durante la chemio. Il tuo maestro cinese aveva ragione...
- Non avevo dubbi! Quando lui me ne parlava ho letto pure articoli sulle sue proprietà terapeutiche.
- E poi, leggendo il tuo libro, e poi discutendo con i miei colleghi, ho capito che per una donna giovane la terapia ormonale è molto più destabilizzante e dura da accettare della chemio. Vero?
- Sì, è così. Ora che ho superato i quaranta l'accetto abbastanza bene, ma dieci anni fa...
- Mmh, però! ce n'ho di cose da scrivere. Tutte le volte che mi tiri in ballo racconterò il mio punto di vista, che dici?
- Dico che mi piace, la partenza con la spiegazione degli ideogrammi giapponesi dei tuoi quadretti appesi in ospedale è perfetta...
Speriamo di riuscire a chiudere presto. Fa caldo, è tempo di vacanze.
E ripenso a quell'11 giugno di quattro anni fa, quando ci siamo sposati nella chiesa sconsacrata di Santa Maria in Tempulo, a Caracalla e non facevamo altro che ridere anche mentre ci davamo un irrituale bacio prematrimoniale... 
Ripenso a quell'11 giugno di venticinque anni fa, quando appena saputa la notizia siamo usciti dalla sezione a fare diffusione dell'Unità con l'edizione speciale. La gente scendeva dalle macchine in lacrime e ci abbracciava. Roba dell'altro mondo. Di un altro mondo. Sul mio diario di quell'anno, avevo diciassette anni, avevo scritto che era la prima volta che soffrivo così per la morte di un uomo che non conoscevo personalmente. Oggi, più che mai, mi sento orfana.
Non ci penso affatto a commentare i risultati elettorali, che mi hanno reso per la prima volta nella mia carriera di elettrice un' extraparlamentare. Sono dispiaciuta che Sinistra e Libertà non abbia raggiunto il quorum, ma non sono affatto pentita e non mi è sembrato di aver espresso un voto inutile. Certo, se il PD inizierà a corteggiare l'UDC, piuttosto che tentare di recuperare il suo elettorato naturale in fuga a sinistra e verso l'Italia dei valori, continuerò ad essere pervicacemente extraparlamentare.
Non volevo commentare i risultati elettorali, ma dire soltanto che questa frenatina al Grande Bugiardo rende meno fosca la prospettiva futura. E poi volevo raccontare che il giorno delle elezioni, mentre compravo un po' di frutta nel chiosco del quartiere, il più berlusconiano quartiere di Roma, di fronte alle provocazioni del fruttivendolo ("avete votato?", "tanto peggio di così... Anzi peggio si stava quando c'era Prodi") una cliente, classica signora attempata della zona, ha cominciato a sbraitare: "per carità! Prodi ci ha svuotato i conti!!! Berlusconi si fa gli affari suoi, ma almeno non ci svuota i conti." Volevo tirarle un melone in testa, invece mi sono limitata a urlarle che la gente normale ha i conti vuoti perché c'è la crisi economica, i redditi sono bassi, e troppo precariato. Magari tornasse qualcuno a far pagare le tasse agli evasori (perché questo significa svuotare i conti...) Che questa gente lo voti è comprensibile, se lo fa chi non ha mai avuto un conto pieno è un'abberrazione su cui sinistra e presunti progressisti devono interrogarsi.
Per finire, consiglio di leggere quello che ha scritto qualche giorno fa la mia amica Petarda, anche se non c'entrano le elezioni, ma le vicende recenti del nostro premier.